“Non ci credo”. Jamie Murray non usa mezzi termini e accende la polemica sulla gestione della programmazione di Jannik Sinner all’Australian Open, arrivando di fatto a dare del bugiardo a Darren Cahill e, di riflesso, allo stesso numero due del mondo. L’ex numero uno di doppio, oggi commentatore televisivo, è stato netto: “Non è possibile che Jannik Sinner abbia passato quello che ha passato in quell’ultima partita, e poi non volevano che giocasse il più tardi possibile”. Poi aggiungendo: “Non sto dicendo che sia sbagliato, è assolutamente nel suo diritto chiedere di giocare più tardi o prima. È quello che stanno facendo tutti gli altri giocatori. Semplicemente, non credo che non abbia fatto nulla riguardo a quale sarebbe stata la sua prossima partita”.

La miccia si è accesa dopo il forfait di Jakub Mensik contro Novak Djokovic, che ha lasciato libero lo slot della sessione serale sulla Rod Laver Arena. A quel punto si era diffusa l’idea che il match tra Sinner e Luciano Darderi, inizialmente programmato alle 18 locali sulla Margaret Court Arena, potesse essere spostato sul centrale e in orario notturno, anche per limitare gli effetti del caldo umido che sta caratterizzando questa edizione del torneo. Solo pochi giorni prima, infatti, Sinner era stato messo seriamente alla prova dalle condizioni climatiche nel match di terzo turno contro Eliot Spizzirri, quando era stato colpito da crampi prima della sospensione e della successiva chiusura del tetto secondo il protocollo della ‘Heat Rule’. Un incontro durissimo, vinto dall’azzurro in quattro set, che aveva inevitabilmente acceso l’attenzione sulla gestione delle sue partite.