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Dopo giorni di polemiche, martedì sera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha diffuso un comunicato in cui ha chiarito il ruolo alle Olimpiadi di Milano Cortina dell’ICE, l’agenzia federale statunitense diventata il principale strumento delle politiche anti immigrati negli Stati Uniti. Piantedosi ha confermato quello che avevano detto lunedì le autorità statunitensi: non arriveranno agenti operativi dispiegati in strada, ma solo alcuni funzionari dell’Homeland Security Investigations (HSI), il braccio investigativo dell’agenzia, che svolgeranno attività di indagine non legate all’immigrazione.
Questi investigatori lavoreranno inoltre all’interno del consolato statunitense a Milano e in collaborazione con i funzionari di altre agenzie federali statunitensi che verranno inviati in Italia durante il periodo delle Olimpiadi. Piantedosi ha aggiunto che l’HSI è presente da anni in Italia, come in altri 50 paesi. È comunque piuttosto normale che durante grandi eventi di questo tipo un paese mandi nel paese ospitante più funzionari e personale specializzato per gestire qualsiasi emergenza e sostenere le autorità locali.
Lunedì la sottosegretaria agli Affari pubblici degli Stati Uniti Tricia McLaughlin, che si occupa della comunicazione del dipartimento di Sicurezza nazionale (a cui fa capo l’ICE), aveva detto che l’HSI sta lavorando con la sezione del dipartimento di Stato statunitense che si occupa di sicurezza e con l’Italia per «verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali», ma che tutte le operazioni di sicurezza saranno gestite dalle autorità italiane. Aveva aggiunto che l’ICE non compie operazioni legate all’immigrazione in un paese straniero.













