Arrivano i metal detector a scuola. Non ovunque: negli istituti con le situazioni più delicate, dove si sospetta che i ragazzi possano portare con sè armi o dove ci potrebbero essere attività di spaccio, su input dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocati ad hoc dai prefetti d’intesa con i dirigenti scolastici regionali, per valutare le varie situazioni delle scuole. Si tratterà probabilmente di dispositivi portatili. Il ministro dell’Istruzione Valditara e il ministro dell’Interno Piantedosi hanno firmato poco fa il documento che autorizza queste «misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici».
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NICCOLÒ ZANCAN
Per autorizzare questi strumenti di controllo, che possono comprendere anche controlli mirati da parte delle forze dell’ordine, saranno necessarie riunioni tecniche nelle questure, alle quali parteciperanno anche i dirigenti scolastici. Nei controlli dovranno essere impiegati soltanto operatori di pubblica sicurezza, non il personale delle scuole. E ovviamente sarà necessario monitorare tutte queste attività per valutarne l’impatto concreto sul territorio e sui ragazzi.














