SAN VENDEMIANO (TREVISO) - Cinque anni fa, un trentenne di nome Gianni De Zotti sfidò coraggiosamente le incertezze pandemiche pur di onorare un debito di cuore verso i bisnonni: riappropriarsi della locanda Ai Salici, nella piccola frazione di Zoppè a San Vendemiano. Affiancato dalla moglie Charlotte Wong, originaria di Hong Kong, conosciuta durante il suo peregrinare per il mondo, dopo essersi formato all'alberghiero Beltrame di Vittorio Veneto, Gianni aveva infatti scelto di tornare a casa, e di riaprire questa trattoria da appena 25 posti, con una visione molto chiara: la giovane coppia aveva già subito intuito l'importanza seminale che la ricerca della qualità senza compromessi stava acquisendo ormai anche nella piccola ristorazione di provincia. «Da allora noi manteniamo un solo menu alla carta, valido sia a pranzo che a cena» racconta Gianni, con l'ammirevole sicurezza di chi ha centrato il suo obiettivo.

«Niente menu fissi: una decisione consapevole... Fin dall'inizio abbiamo voluto puntare con decisione su di un certo tipo di clientela, quella che può permettersi di spendere un pochino di più rispetto ai canonici 15 euro approssimativamente tipici di un menu fisso. Chi 4 anni fa poteva spendere 30-35 euro anche a mezzogiorno, oggi ne spende volentieri 40-45, pur di mangiare bene e bere un buon calice, sentendosi coccolato come a casa propria».