FORNI AVOLTRI (UDINE) - Quasi una favola quella di Nicola Romanin, convocato per le Olimpiadi di Milano Cortina a 31 anni con alle spalle solo quattro gare di Coppa del Mondo di biathlon. Un esempio concreto di quanto la tenacia posso portare lontano. «Ho saputo la notizia dopo la gara di Coppa del Mondo di Ruhpolding (in Germania, ndr) del 18 gennaio - racconta l'alpino di Forni Avoltri -. Il dt Hoellrigl mi ha comunicato che sarò ai Giochi, dicendo che me lo sono meritato, non avendo dubbi sulla mia costanza e dandomi il merito per la caparbietà dimostrata in tutti questi anni».
Romanin, che cosa significa il raggiungimento di questo risultato?
«Un'emozione esagerata, perché dimostra che il mio percorso non è stato vano. Magari per qualche giovane la prima Olimpiade può essere quasi un gioco, mentre io me la sono sudata tanto. Aggiungo che ho la maturità per andarci con la testa giusta».
Negli anni passati, quando gareggiava solo in Coppa Italia e nelle sporadiche apparizioni in Ibu Cup, non sono mancate le critiche.
«Ho sentito tantissime voci riguardo al fatto che continuassi a gareggiare, per non parlare dei social. Però, invece di abbattermi, ho ricavato ancora più forza per dimostrare il mio valore e continuare a migliorare».











