NOVENTA PADOVANA (PADOVA) - Competente, generosa, sincera e tenace. Questo e molto altro era Giovanna Monegato, che si è spenta nella notte di lunedì nella sua casa a Noventa Padovana dopo aver lottato per oltre un anno e mezzo contro un tumore al pancreas.
Giovanna, nata il 7 novembre 1954, è stata a lungo responsabile delle ostetriche della Clinica ginecologica dell'Azienda ospedaliera. Da qualche anno era in pensione, ma non aveva smesso di dedicarsi agli altri: tra le sue scelte di vita anche l'insegnamento volontario di italiano agli stranieri. Accanto a lei fino all'ultimo il marito, Enzo Zandarin, e il figlio Luca, 36 anni. «Giovanna era una donna forte e coraggiosa - racconta Enzo, con la voce rotta dall'emozione - Una brava persona che meritava tutto il bene possibile».
Ostetrica per molti anni, ha ricoperto ruoli di coordinamento nella Clinica universitaria, contribuendo alla formazione delle nuove ostetriche. Nel 2008 la vita le aveva già presentato un conto durissimo con un' epatite fulminante. Dopo oltre cinquanta giorni in Rianimazione al Centro Gallucci, il sottile filo che divide la vita dalla morte sembrava dovesse spezzarsi da un momento all'altro. Ma in quel corridoio di paura e speranza, Enzo e Giovanna decisero di sposarsi il 7 settembre 2008. «Lei era quasi sempre sedata ma l'anestesista ridusse un po' la sedazione per farle capire cosa stava succedendo - afferma commosso Enzo - il bisogno di dare una forma piena alla nostra famiglia, prima che fosse troppo tardi». Contro ogni previsione Giovanna piano piano si riprese e, passo dopo passo, tornò ad una vita quasi normale. Poi nell'autunno 2024 il tumore al pancreas. Dopo gli interventi e mesi trascorsi tra visite, terapie e controlli allo Iov c'è stato il passaggio alle cure palliative. «I ricordi più belli che ho sono anche i più semplici: scegliere un posto dove andare a mangiare, condividere un quadro, un panorama, il mare o la neve in montagna. Qualsiasi cosa, purché fosse assieme - conclude Enzo - Ma so che ora sarà comunque sempre con me».






