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Mentre l'onda pro boicottaggio cresce, Blatter invita i tifosi a non andare negli Usa e Tardelli avverte la Fifa. E un ex nazionale dell'Iran scrive a Infantino
Non andate in America. Più che un appello è una minaccia. Come un'onda, lenta, lunga, il boicottaggio al prossimo mondiale diventa un argomento forte. Danimarca, Svezia, Germania si sono espresse per il no al viaggio, la questione Groenlandia, l'emergenza Minneapolis, la carneficina di Teheran, hanno ribadito lo stato di crisi internazionale, dinanzi al quale il calcio non può continuare a mettere il pallone in corner, evitando pilatescamente una risposta chiara e definitiva. Il mondiale in tre nazioni, Messico e Canada tra l'altro in affanno politico con Washington, impone domande sulla sicurezza dei tifosi, in tal senso è intervenuto Sepp Blatter, ex presidente della Fifa: "Penso sia giusto mettere in discussione questa Coppa del Mondo. Quello che stiamo vedendo a livello nazionale, l'emarginazione degli oppositori politici, gli abusi da parte dei servizi di immigrazione, non incoraggia affatto i tifosi ad andarci. Per i tifosi, un solo consiglio: evitate gli Stati Uniti! Tanto avrete una visione migliore in tv. All'arrivo, i tifosi dovrebbero aspettarsi che, se non si comporteranno correttamente con le autorità, verranno immediatamente rimandati a casa. Se sono fortunati".






