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Ultimo aggiornamento: 7:37
di Carblogger
Le auto cinesi entrano negli Stati Uniti di Trump? Il problema è il quando, non il se, come insegna la storia. I tempi potrebbero essere lunghi come inaspettatamente brevi, perché oggi molto, non tutto, dipende da un presidente degli Stati Uniti che ha sostituito i valori di democrazia e diritto con quelli di soldi e uso della forza. Scrivo molto e non tutto pour cause: dare semaforo verde alla vendita di auto cinesi significherebbe per i Repubblicani al potere scontrarsi nell’anno del Midterm con l’elettorato di alcuni stati chiave come il Michigan, quartier generale delle tre big di Detroit. Ma vale il rischio la montagna di investimenti che i cinesi sarebbero pronti a fare, quasi a qualsiasi prezzo, per entrare su questo mercato, considerando i loro problemi di sovraproduzione e crescita insieme agli obiettivi imperiali del Partito?
I segnali per l’auto cinese negli Usa sono almeno un paio. Il primo è il tipo di accordo raggiunto dalla Casa Bianca per tenere in attività il social cinese TikTok, che tanto ha aiutato la campagna elettorale vincente di Trump. C’è stato un trasloco a una nuova società, la TikTok USDS, necessario dopo il bando della piattaforma – con l’accusa di spionaggio – voluto dall’amministrazione Biden. Bando ora eluso da Trump, d’intesa con Pechino: nella joint venture, il proprietario cinese ByteDance scende al 20% (anzi al 19,9% per rispettare la legge federale) passando il controllo a un consorzio di investitori statunitensi e internazionali, con Oracle e MGX (fondo di Abu Dhabi) al 15% e il resto in altre mani “sicure”.






