Gli Stati Uniti e la Cina potrebbero aver trovato un accordo per scongiurare il cosiddetto “TikTok ban”, cioè il divieto del social sul suolo americano. O almeno questo è quello che sostiene Donald Trump. Dopo l'atteso colloquio telefonico di venerdì 19 settembre con il suo omologo cinese Xi Jinping, il presidente statunitense ha annunciato un'intesa sul suo social, Truth: "La telefonata è stata molto positiva, ci sentiremo di nuovo per telefono, apprezziamo l'approvazione per TikTok ed entrambi non vediamo l'ora di vederci all'Apec!", ha scritto Trump, facendo riferimento al prossimo vertice dell’Asia-Pacific economic cooperation.L'accordo di SchrödingerAl momento i dettagli sul presunto accordo sono ancora piuttosto nebulosi. In un'intervista a Fox News di domenica Trump ha ribadito la sua posizione, aggiungendo che ad acquisire la piattaforma sarebbe un gruppo composto tra gli altri da Lachlan e Rupert Murdoch – amministratore delegato e fondatore del conglomerato televisivo Fox Corporation – Michael Dell – fondatore della società tech Dell – e il numero uno di Oracle Larry Ellison. Ma per ora dal governo cinese non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale che corrobori la versione americana."La posizione della Cina sulla questione TikTok è chiara: il governo cinese rispetta i desideri della società in questione e sarebbe lieto di vedere negoziati commerciali produttivi, nel rispetto delle regole del mercato, che portino a una soluzione conforme alle leggi e ai regolamenti cinesi e che tenga conto degli interessi di entrambe le parti", si legge in un comunicato ufficiale pubblicato sul sito del ministero degli Affari esteri cinese.Secondo il Wall Street Journal, l'accordo proposto dall'amministrazione Trump prevede che Oracle, Silver Lake e Andreessen Horowitz si mettano a capo di un gruppo di investitori per acquisire una partecipazione di circa l'80% nel ramo statunitense di TikTok. Oracle, che collabora con TikTok dal 2020, continuerebbe a conservare i dati degli utenti americani sui propri server nazionali. La nuova entità controllata dagli Stati Uniti utilizzerebbe la tecnologia concessa in licenza da ByteDance, la società cinese proprietaria di TikTok, per creare un algoritmo di raccomandazione dei contenuti simile a quello utilizzato dalla piattaforma.“ByteDance porterà avanti il lavoro in conformità con i requisiti della legge cinese, in modo che le operazioni di TikTok negli Stati Uniti possano rimanere accessibili dall'ampia base di utenti americani”, si legge in una dichiarazione della casa madre di TikTok sui social cinesi. ByteDance e Oracle non hanno risposto alla richiesta di commento di Wired US. "Qualsiasi dettaglio sull'accordo quadro per TikTok è pura speculazione a meno che non venga annunciato da questa amministrazione", ha sottolineato a Wired un portavoce della Casa Bianca.I nodi da sciogliereRimangono poi aperte diverse questioni fondamentali, a partire per esempio dal controllo che Oracle e ByteDance avrebbero rispettivamente sui dati e sull'algoritmo di TikTok negli Stati Uniti. Nel suo post su Truth, Trump ha lasciato intendere che incontrerà nuovamente Xi al vertice dell'Apec in Corea del Sud di fine ottobre: è possibile che ulteriori dettagli emergano in quell'occasione.Giovedì, durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro britannico Keir Starmer, Trump si era vantato del fatto che gli Stati Uniti dovrebbero ricevere un "enorme compenso" per aver mediato l'accordo. Non è chiaro a cosa si riferisse il presidente americano, e nessuno dei funzionari della Casa Bianca contattati in merito da Wired ha fornito una risposta.La Casa Bianca ha però sottolineato il ruolo del vicepresidente JD Vance – il principale tramite tra i miliardari della Silicon Valley e il governo americano – per il presunto buon esito delle trattative. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a Wired che Sean Cooksey, un consigliere del vicepresidente, è stato "in prima linea" nei negoziati per conto di Vance.La storia del TikTok banNegli Stati Uniti, il tentativo di oscurare TikTok è iniziato durante il primo mandato di Trump, che mesi prima di lasciare l'incarico aveva minacciato di vietare il social e un'altra app cinese, WeChat. L'amministrazione di Joe Biden aveva in un primo momento revocato la decisione, salvo poi firmare una legge approvata dal Congresso che lasciava a TikTok due opzioni: separarsi dalla proprietà cinese prima del 19 gennaio 2025 o incorrere in un divieto a livello federale.Poco prima della scadenza l'app è stata brevemente bloccata negli Stati Uniti, riapparendo però sugli app store meno di 24 ore dopo.Ma da quando Trump è tornato al potere, la posizione di Washington su TikTok sembra essere cambiata. Il presidente ha iniziato a sostenere con convinzione la necessità di salvare l'app – che sostiene abbia contribuito a fargli conquistare il sostegno dei giovani elettori – e ha ripetutamente prorogato la scadenza stabilita dalla legge sul TikTok ban, che ora è fissata al 16 dicembre 2025 (una mossa che alcuni esperti hanno giudicato illegale).I dubbi degli espertiSecondo Alan Rozenshtein, professore associato di diritto presso la facoltà di giurisprudenza dell'università del Minnesota, l'accordo proposto dall'amministrazione Trump potrebbe soddisfare i requisiti stabiliti dalla legge. Ma rimane il fatto che il termine stabilito dalla norma è stato posticipato più volte e che aziende americane come Oracle e Apple non hanno pagato multe per aver continuato a rendere disponibile l'app."Per come è stata scritta la legge, le aziende erano responsabili per aver fatto affari con TikTok, [ed erano passibili di multe] fino a 5.000 dollari per utente statunitense", sostiene Rozenshtein, che si dice scettico sulla possibilità che l'amministrazione Trump riscuoti le sanzioni.Alcuni esperti di Washington ritengono inoltre che l'accordo non risolva i problemi di sicurezza nazionale che avevano fatto emergere l'ipotesi di un divieto. "In parole povere, un cambio di proprietà senza la separazione tecnica è una violazione della legge", afferma Craig Singleton, senior fellow della Foundation for defense of democracies, un think tank con sede a Washington. Singleton paragona l'intesa a una "custodia congiunta" piuttosto che al "divorzio" richiesto dalla legge.Cosa si dice in CinaDa parte sua, il governo cinese ha recentemente sottolineato che l'accordo conterrà anche concessioni statunitensi su questioni slegate da TikTok, come le barriere agli investimenti transfrontalieri. "La parte statunitense deve garantire un ambiente aperto, equo e non discriminatorio per gli investitori cinesi", si legge nel resoconto cinese della telefonata tra Trump e Xi.Se con l'accordo su TikTok Pechino riuscisse a strappare condizioni commerciali migliori, a rimetterci potrebbero essere ByteDance e i suoi primi investitori. "Non è il massimo. Ma è sempre meglio di una chiusura totale", commenta Rui Ma, fondatore di Tech Buzz China, una società di ricerca che si occupa di tecnologia cinese.Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.