Ipiù diffusi sono passati direttamente dal vernacolare all’italiano. «Tirar l’acqua al proprio mulino»; «Nuotare come un pesce»; «Far venire il latte alle ginocchia»; «Mangiare pane a tradimento»: sono centinaia i modi di dire che traggono la loro origine dal mondo del cibo. Del resto, alimentarsi è una delle esigenze fondamentali dell’uomo e, storicamente, è la tavola imbandita il luogo in cui si festeggiano ricorrenze, si siglano alleanze, si fanno affari, si consumano tradimenti o si pianificano strategie. Un mondo di sapori, profumi. .. ma anche parole. Che la lingua dei nostri avi ha preso in prestito per creare un ricchissimo e colorato vocabolario di detti e proverbi. Locuzioni che Carlin Porta e Gian Vittorio Avondo, autori appassionati di lingua e storie di vita piemontesi, hanno raccolto nel volume «L’amor a l’é pì fòrt dël bross» (Priuli & Verlucca) in edicola con La Stampa. Il titolo significa «solo l'amore è più forte del Bruss» e sottolinea l'intensità del sapore del formaggio spalmabile piemontese.

I modi di dire

In oltre 120 pagine la pubblicazione riprende i modi di dire che riportano al mondo della cucina, anzi della «cusin-a», come si legge nel sottotitolo: «termini elevati a pietre di paragone capaci di emblematizzare e scandire momenti topici della nostra vita, dati fisici o di carattere, modelli etici di comportamento da seguire o evitare. Insomma tutto quello che riguarda ciò che noi mangiamo e il suo ampio indotto assurge, nei detti popolari, si eleva a gigantesca metafora del nostro stile di vita», scrivono i due autori nell’introduzione.