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La premier: la Shoah un abisso di morte. "Le leggi razziali del 1938 un'ignominia"
da Roma
Fuoco incrociato sulla presenza in territorio italiano delle "squadracce" americane dell'Ice per garantire la sicurezza della delegazione Usa durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che si apriranno a San Siro il 6 febbraio. Polemiche accese sui danni causati dal maltempo in Sicilia e a cui il governo - dicono Pd e M5s - starebbe rispondendo con fondi insufficienti. E muro contro muro sul disegno di legge in materia di violenza sessuale in discussione in commissione Giustizia al Senato. Una sola giornata e tre diversi fronti aperti tra maggioranza e opposizione. Con una notizia (o non notizia, a seconda della prospettiva). Per la prima volta dall'ottobre 2022, da quando Giorgia Meloni siede a Palazzo Chigi, il Giorno della memoria in cui l'Italia ricorda l'Olocausto non è infatti oggetto di polemica e dibattito su quanto leggera, affettata, forte o determinata sia la presa di distanza della premier dalla macchina della morte nazista che - con la complicità del fascismo - ha perpetrato uno degli stermini più disumani della storia. Eppure, fino all'anno scorso, la questione era oggetto di dibattito, scontro e polemica politica, con la corsa a testare quando la presa di distanza pubblica del centrodestra - con Fdi ovviamente sul banco degli imputati - fosse o no netta, categorica, non fraintendibile. Come se davvero un governo - per quanto di destra - potesse strizzare l'occhio all'abisso della Shoah.







