Afermare e interrogare domenica in Cisgiordania i due carabinieri in servizio presso il Consolato generale a Gerusalemme non è stato un colono ma un soldato israeliano.
Lo ha reso noto l'Idf, spiegando che l'episodio è avvenuto in una zona militare chiusa sotto il controllo israeliano. Il chiarimento è arrivato il giorno dopo che il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ha convocato l'ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, per chiedere chiarimenti e consegnargli una dura protesta.
Tajani ha quindi affermato di aver ricevuto un messaggio dal ministro degli esteri israeliano, Gedeon Sa'ar, in cui si assicura che le autorità israeliane faranno luce sul caso per accertare la verità dei fatti. "È chiaramente inaccettabile quello che è successo", ha aggiunto Tajani: "Mettere in ginocchio di fronte a un muro due carabinieri come se fossero terroristi di Hamas, per noi è veramente inaccettabile". Secondo la versione dell'esercito israeliano, domenica un soldato ha individuato "un veicolo diretto alla comunità di Sde Ephraim lungo un percorso chiuso al traffico civile e designato come zona militare chiusa". Dopo aver fermato i carabinieri in borghese - si spiega - "il soldato ha classificato il veicolo come sospetto. Poiché la targa diplomatica non era stata identificata al momento, il militare si è avvicinato al veicolo per fermarlo, puntando l'arma senza aprire il fuoco, e ha ordinato ai passeggeri di uscire dal veicolo e identificarsi". Quindi, ricostruisce l'Idf, "non appena i passeggeri si sono identificati come diplomatici, il soldato li ha immediatamente rilasciati e ha segnalato l'accaduto ai suoi comandanti".












