L’episodio che ha coinvolto due carabinieri italiani in missione in Cisgiordania non è soltanto un incidente diplomatico, ma rivela le difficoltà strutturali dell’ordinamento italiano nel tutelare i militari impegnati all’estero, soprattutto in contesti di conflitto o forte instabilità.

Presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito (CEPOLISPE) si è svolta la consegna del veicolo corazzato Lynx all’Esercito Italiano, destinato a rafforzare, in prospettiva, le unità della componente pesante della Forza Armata.

All’evento hanno partecipato il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, l’Amministratore Delegato di Leonardo Roberto Cingolani, il responsabile della divisione Vehicle System Europe di Rheinmetall Björn Bernhard, l’Amministratore Delegato della Joint Venture Laurent Sissmann, e il Presidente Esecutivo David Hoeder.

L’Associazione nazionale magistrati inciampa nel caso del software Microsoft Ecm, letteralmente «Endpoint configuration manager», un sistema di gestione centralizzata per gli interventi da remoto sulle reti di computer. Con un comunicato ufficiale, la Giunta esecutiva centrale dell’Anm l’altro giorno ha provato a fare un salto in avanti rispetto al servizio mandato in onda domenica da Report (la trasmissione di Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci) sulla sicurezza informatica, che presentava il sistema di intervento da remoto come un mezzo per poter spiare i computer di 40.000 magistrati.