L’economia della Repubblica Ceca si sta lasciando alle spalle l’annus horribilis del Covid e procede a passo costante verso un miglioramento degli indicatori. Lo ha certificato anche The Economist che nella classifica relative alle economie, che hanno gestito al meglio le pressioni inflazionistiche, le sfide occupazionali e la fiducia dei mercati nell’ultimo anno, ha fatto fare un balzo al Paese dal diciottesimo al sesto posto. Il Paese ha avuto un tasso di crescita del Pil del 2,8% nel terzo trimestre 2025 e dovrebbe aver chiuso l’anno al +2,5%; ha un’inflazione stimata al 2,5% per il 2025 attesa in flessione al 2,2% quest’anno; ha un tasso di disoccupazione stabile al 4,6% e per quel che riguarda la finanza vanta un incremento del 45% per l’indice Px della Borsa di Praga.
Un contesto positivo che continua ad attrarre investimenti anche dall’estero. Un dato su tutti: nel 2024 il Paese ha registrato 9,88 miliardi di esportazioni negli Usa contro 6 miliardi di importazioni. E anche le corporate straniere puntano sul mercato ceco, che offre un’apertura al commercio e agli investimenti, un quadro istituzionale stabile e una popolazione ben istruita», secondo il report Ocse. Così ad esempio Toyota ha deciso di espandere la produzione nel proprio stabilimento di Kolín e prepararla per la produzione di auto elettriche con un investimento da oltre 800 milioni e un impatto totale, compresi gli effetti indiretti e indotti, supera quota 1,6 miliardi di dollari.










