Chi agisce nell'adempimento del dovere o nell'uso legittimo delle armi non verrà iscritto automaticamente e nell'immediato nel registro degli indagati.

È la nuova possibile norma pronta ad approdare in Cdm agli inizi di febbraio, ribattezzato da alcuni media e dalle opposizioni 'scudo penale' per le forze dell'ordine. La misura - contenuta nel disegno di legge - punta a superare il meccanismo dell'iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto, in particolare per coloro che garantiscono la sicurezza dei cittadini ma anche per tutti quei cittadini che invochino una causa di giustificazione.

Nell'articolo 11 della bozza del ddl è previsto "per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le forze di polizia, il pubblico ministero non provveda all'iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato quando appare che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), disciplinando l'attività di indagine in presenza delle suddette scriminanti.

Sono assicurate le garanzie difensive oggi conseguenti all'iscrizione nel predetto registro". Si tratterebbe quindi di una misura di carattere generale, che riguarda tutti i cittadini ma interviene sull'iscrizione nel registro delle notizie di reato quando emergono cause di giustificazione. L'obiettivo dichiarato è rafforzare le tutele complessive della cittadinanza, non creare un salvacondotto per una particolare categoria.