Jannik Sinner ha sconfitto Luciano Darderi agli ottavi di finale degli Australian Open, si è qualificato per i quarti, ma a far parlare è ancora il match di terzo turno contro Eliot Spizzirri. Lo statunitense si è mostrato più ostico del previsto, complici anche le condizioni fisiche non perfette dell’altoatesino, “aiutato” poi dalla regola che prevede l’attivazione dell’Extreme Heat Protocol – le misure di sicurezza per proteggere gli atleti dagli effetti del caldo – quando si raggiungono temperature estreme. Ed è quello che è accaduto: nessun favoritismo, nessun trattamento diverso dagli altri.
Sul 3-1 Spizzirri e con un Sinner dolorante per i crampi alle gambe e alle braccia – già memore del ritiro a Shanghai di qualche mese prima – c’è stato il picco di caldo: in quella fase dell’incontro, l’HSS aveva raggiunto il massimo di 5 che prevede la sospensione immediata delle attività. È avvenuto sul centrale ed è avvenuto anche negli altri campi, esattamente nello stesso momento. Nonostante ciò, per Sinner sono arrivate tantissime critiche, soprattutto da giornalisti stranieri ed ex tennisti, con Fognini che ne ha preso le difese su Instagram: “Ma se c’è una regola, perché dovete rompere le palle?”.











