Dinanzi al lutto dei genitori di un figlio accoltellato a morte da un suo compagno di scuola non si può che chinare il capo e unirsi al dolore. Come non si può che partecipare al dolore dei genitori del giovane di Fondi, morto suicida per bullismo. E dinanzi a centinaia di studenti che hanno manifestato a La Spezia per reagire alla violenza dilagante, non si può che condividere la loro esasperazione.
Ma consentitemi, da insegnante, di provare un profondo rammarico per l'atteggiamento che dinanzi a queste vicende l'opinione pubblica ha assunto nei confronti di docenti e di dirigenti, indicandoli a priori come corresponsabili, senza nemmeno attendere la conclusione delle indagini dei magistrati. Se saranno riscontrate colpe, dirette o indirette, oppure omissioni da parte dei docenti o dei dirigenti degli istituti frequentati dalle vittime, sarà stabilito nelle sedi opportune.
Ma l'accanimento mediatico di questi giorni ha già stabilito a priori la colpevolezza di docenti e dirigenti. E il rancore è tale che oggi l'intera categoria dei docenti subisce un attacco frontale che nemmeno il Ministero sta cercando di arginare, dato che ha provveduto a sospendere la dirigente dell'istituto di Fondi a indagini penali ancora aperte.












