Addolorati e increduli. Gli amici di Youssef, il ragazzo ucciso a coltellate a scuola a Spezia, affidano anche ai social il loro dolore e il loro sgomento per la morte del giovane. Ci sono quindicenni che ricordano la sua bontà, genitori di adolescenti che cercano di confortare i propri figli che hanno perso un amico in un modo assurdo, persone di Spezia che non riescono a pensare a quello che è accaduto.
«Mio figlio è chiuso in camera, era un suo amico. Dopo un abbraccio mi ha chiesto di poter stare un pochino solo. Mi sento così inerme perché a 16 anni non si può piangere un amico ammazzato a scuola. Mi sento inerme, posso accogliere il suo dolore, posso ascoltarlo e stare vicino a lui, ma è innegabile che bisogna iniziare a fare un percorso importante sulla sicurezza», dice Angela, una mamma, su una pagina Facebook spezzina. «Mia sorella non ha smesso di piangere - racconta un altro ragazzo, Yosra - era un amico e compagno di scuola. vederla piangere a 16 anni per un amico morto accoltellato a scuola, un luogo che dovrebbe essere sicuro, fa male».
«Era il ragazzo più bravo che abbia mai conosciuto», questo diceva un ragazzo alla mamma Dalila, che lo riporta su Facebook, riguardo Youssef, che aveva incontrato e abbracciato soltanto un paio di giorni fa.













