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3 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:35

“Il nostro pensiero va prima di tutto al nostro compagno e alla sua famiglia ma siamo qui anche per difendere la nostra scuola, la nostra preside e le due docenti della sede di Santi Cosma e Damiano, tutte e tre raggiunte da un ingiusto provvedimento di sospensione. Non accettiamo che venga distrutta l’immagine della dirigente che ha dato tanto a questa scuola”. Il minuto di silenzio per Paolo Mendico, il ragazzo che si è tolto la vita lo scorso 11 settembre, è appena terminato quando i ragazzi prendono la parola. Sono in circa duecento a essere scesi in piazza a Fondi in queste ore per stringersi attorno alla preside Gina Antonietti punita dall’Ufficio scolastico regionale Lazio. Dopo giorni in cui tutti sono stati zitti per rispetto a quanto accaduto ora i giovani e le loro famiglie non ci stanno a “essere vittime di un linciaggio mediatico”, dicono.

Dietro un lungo corteo con gli slogan “Siamo persone non notizie, accusare non è dimostrare” ma anche “Pacinotti uguale famiglia e verità vera per Paolo”, tanti studenti ma anche mamme, papà e il primo cittadino di Fondi, Beniamino Maschietto che ha voluto essere presente per ascoltare i giovani. “Noi studenti del Pacinotti – hanno spiegato i ragazzi – vogliamo dire con chiarezza che siamo in disaccordo con le sanzioni che sono state prese nei confronti della preside. Per noi non è mai stata una figura distante o assente. Al contrario: è sempre stata disponibile, attenta, pronta ad aiutarci, pronta ad ascoltarci, pronta a mettersi dalla parte degli studenti. È anche grazie a lei se il Pacinotti è tornato in alto, se questa scuola ha ritrovato dignità, valore, e soprattutto un senso di comunità. Questa scuola non è solo un edificio: è una famiglia. Quello che è successo, e il modo in cui è stato trasformato in un caso mediatico, ha avuto un impatto enorme anche su di noi. Non solo per il dolore, ma anche per la paura. Paura di parlare, paura di esprimerci, paura di essere giudicati o attaccati. La nostra scuola ha ricevuto minacce, sia sui social che telefonicamente. Questo ha creato un clima pesante, difficile, che ha colpito la nostra serenità”.