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26 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:22
“Cuffaro? Affari suoi, ognuno per la sua strada”. È la presa di distanze esplicita che l’onorevole Ignazio Abbate, eletto all’Assemblea regionale siciliana con lo scudo crociato dell’ex governatore, rilascia ai microfoni dello Stato delle cose in onda stasera, lunedì 26, alle 21.15 su Rai3. Nella Sicilia dei cicloni atmosferici e giudiziari, rileggendo l’informativa sull’inchiesta che ha travolto Totò Cuffaro, qualche dubbio sulla bontà delle nomine alla Protezione civile e sui rapporti tra Cuffaro, il direttore dell’ente Salvatore Cocina e il presidente della regione Renato Schifani torna a galla. I magistrati sospettano che proprio il capo della Protezione civile, che oggi fa la conta dei danni lasciati sull’Isola dall’uragano Harry, sia “diretta emanazione di Cuffaro, strategicamente collocato nella miglior posizione possibile per sollecitare ed influenzare in quel settore, le scelte di Schifani”.
Una delle intercettazioni più simboliche, a conferma di questa convinzione, vede protagonista proprio l’onorevole Abbate, oggi affannato nel rimettere insieme i cocci del suo partito in questo “dopo Cuffaro” e che si dichiara totalmente estraneo al sistema e dal suo capo politico finito in malora. Marzo 2024, casa di Cuffaro è un continuo via vai di gente e le cimici della procura di Palermo captano un dialogo tra Totò Vasa-Vasa e il suo vice, l’onorevole Abbate, che annuncia di aver ricevuto una telefonata da Cocina a proposito di una misteriosa “Lauretta”.






