Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani considera la Giornata della Memoria un momento centrale del calendario civile italiano ed europeo, non soltanto come occasione di commemorazione, ma come spazio pubblico di riflessione critica sul rapporto tra storia, responsabilità e diritti." Il 27 gennaio - sottolinea il Cnddu in una nota - interroga il modo in cui il passato viene conosciuto, narrato e trasmesso.
Per l'edizione 2026, il tema "La Memoria scritta della Shoah" invita a riportare al centro dell'attenzione le fonti, i documenti, i diari, le testimonianze personali, la letteratura e la poesia come fondamento della conoscenza storica.
"La memoria - prosegue la nota - si costruisce attraverso la scrittura, la conservazione delle tracce e il lavoro di studio che consente di sottrarre il passato alla semplificazione e alla rimozione.
In questo senso, la dimensione documentaria rappresenta anche un presidio essenziale contro il negazionismo e contro le forme più sottili di distorsione della storia".
"In Italia, la legge n. 211 del 2000 richiama la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, la deportazione e la morte di uomini e donne italiani, nonché il ricordo di quanti si opposero al progetto di annientamento.














