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26 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:52
Completata la parte teorica di un corso per elettricista della durata di tre mesi, Omar viene mandato in una ditta a fare il suo periodo di tirocinio/stage, parte integrante del percorso che lo porterà all’ottenimento della qualifica professionale, senza la quale nessuno ti considera nemmeno. Lì per un mese lavora insieme ai dipendenti – esperti e apprendisti – imparando un po’ alla volta a fare le cose più semplici del lavoro, naturalmente gratis. Ogni giorno alle 12 arriva il pranzo, ma è solo per i dipendenti, niente cibo per Omar, deve portarselo da casa. Mi è capitato di andarlo a prendere all’uscita, era sempre l’ultimo perché aveva spesso qualche lavoro da finire.
Alla sera va a fare il corso di italiano al Cpia che si trova dall’altra parte della città, due ore fra andata e ritorno per due ore di lezione quattro volte la settimana, l’omeopatia applicata all’istruzione. Sotto casa ha un Cpia, ma non c’è mai posto. Uno dei suoi compagni di corso lo stage lo fa in una ditta poco lontana, anche lui gratis perché è la regola. Alla mattina, come tutti i dipendenti, sceglie fra i menù proposti quello che preferisce e consuma il pasto con i suoi “colleghi”. Chi volesse pesare la differenza fra le due ditte non deve cercarla nelle leggi, basta che faccia riferimento alla civiltà.






