BELLUNO - Domani, nella 50^ tappa del viaggio della fiamma olimpica, a portare il simbolo più alto dello sport mondiale ci sarà anche lui, Maurilio De Zolt, l'eterno "Grillo" dello sci di fondo italiano e orgoglio del Comelico. Un nome che attraversa decenni di sport azzurro e che continua a rappresentare, ancora oggi, un esempio di dedizione, sacrificio e passione. La sua presenza come tedoforo era stata richiesta già lo scorso autunno, ben prima che esplodesse lo scandalo legato all'esclusione di alcuni campioni di Lillehammer dal viaggio della torcia. A formalizzare l'iscrizione era stato il capo del distaccamento dei vigili del fuoco di Santo Stefano, Emilio De Candido, suggellando un atto che si concretizzerà domattina, attorno alle 11, a Longarone, lungo un tratto della statale 51 d'Alemagna. «Bene che ci sia Maurilio - ha commentato Silvio Fauner, che aveva sollevato il tema delle esclusioni illustri -. Al di là di tutto, il messaggio è arrivato dove doveva arrivare».

La fiamma olimpica si avvia intanto alla conclusione di un percorso imponente: 63 giorni di viaggio, 60 città attraversate, oltre 12mila chilometri percorsi, tutte le 110 province italiane toccate e il coinvolgimento di 10.001 tedofori. In questo contesto carico di simboli, la scelta di De Zolt assume un significato ancora più profondo. Accanto al campione comeliano saranno presenti il coordinatore del Comelico, il comandante dei vigili del fuoco di Belluno, Matteo Carretto, il direttore regionale, Cristina D'Angelo, e altri funzionari del Corpo. Insieme a una ragazza di Roma che sfilerà per le Paralimpiadi, De Zolt sarà l'unico vigile del fuoco dell'Italia a rappresentare questa fondamentale risorsa del Paese. Un riconoscimento che va oltre i risultati sportivi e celebra prima di tutto l'uomo, il lavoratore e il collega. «Portare la fiaccola è una grande soddisfazione e un grande riconoscimento commenta il sindaco di Santo Stefano, Alfredo Comis . È un gesto che premia i meriti sportivi e sociali di Maurilio De Zolt, che tanto ha dato alla nostra valle e a tutto lo sport». Il legame tra De Zolt e i vigili del fuoco affonda le radici nel 1970, quando arrivò a Roma per il servizio di leva. Terminato quest'ultimo, dovette attendere tre anni prima di entrare, nel 1974, come vigile del fuoco permanente. Dopo l'assegnazione ad Agordo, venne trasferito al distaccamento di Santo Stefano, a pochi passi da casa, condizione che gli permise di continuare ad allenarsi. Da quel momento poté dedicarsi completamente allo sci di fondo, vestendo i colori delle Fiamme Rosse. Il palmarès di Maurilio De Zolt parla da solo: sei podi mondiali e tre medaglie olimpiche, tra cui lo storico oro nella staffetta 4x10 chilometri ai Giochi di Lillehammer del 1994. Un'impresa leggendaria, compiuta nel tempio dello sci nordico, che rappresenta una delle pagine più esaltanti della storia dello sport italiano. A 43 anni, De Zolt divenne il più anziano atleta a salire sul gradino più alto del podio olimpico nello sci di fondo, stabilendo un record tuttora imbattuto. Vent'anni fa, alla cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino, Maurilio De Zolt è stato nuovamente protagonista, partecipando all'ultima parte della staffetta della fiamma olimpica insieme ai compagni del leggendario quartetto vincitore a Lillehammer.