Comico, ma anche cantautore. E poi attore, ma pure scrittore, pittore e architetto. Francesco Salvi- geniale, imprevedibile e scatenato - ha 72 anni e, alle spalle, una carriera da artista eclettico («Ma a me piace soprattutto far ridere») capace di stupire sempre. Cresciuto al “Derby” di Milano, esploso a “Drive In” e poi consacratosi con il “MegaSalviShow” (la cui sigla iniziale era il brano “C’è da spostare una macchina, è un diesel!”), ha partecipato quattro volte a Sanremo e poi ha lavorato per il cinema e per molte fiction. Attualmente lontano dalla tv («Di questi tempi bisogna dire tanti no»), ora ha appena pubblicato un libro, ha un film in uscita e, a marzo, debutterà a teatro.
Lei, Dario Fo, Nanni Svampa, Piero Chiara, Renato Pozzetto, Enzo Iachetti: siete tutti nati o legati a Luino. Cosa c’è di così magico qui?
«Niente. Per lavorare bisogna partire e andare altrove».
Però poi tornate sempre.
«Vivo qui e a Milano, ma alla fine la mia base resta questa pur viaggiando spesso per lavoro».






