Mentre stanno pescando nell’Artico, Piccolo Orso perde la sorellina Piccola Orsa a causa dello scioglimento dei ghiacci. Comincia così l’opera ecologista per bambini su testo di Giancarlo De Cataldo, l’autore di “Romanzo criminale”, e musica di Giovanni Sollima, violoncellista-compositore dall’inventiva vulcanica i cui pezzi fanno parte ormai del repertorio concertistico. Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio è un progetto di Opera Domani, il ramo ‘education’ del Teatro Sociale di Como-AsLiCo che con questa commissione, coprodotta con la Fenice di Venezia, celebra i trent’anni d’attività nel campo dell’introduzione al teatro musicale per i più piccini.
Migliaia di bimbi vedranno quest’opera, con un cast giovane e la regia di Lorenzo Ponte, a partire dal debutto veneziano al Teatro Malibran (dove dal 29 gennaio al 4 febbraio è in cartellone la mattina per le scuole, la sera per i grandi). Dopodiché, fino a dicembre, toccherà Pordenone, Reggio Emilia, Lucca, Cremona, Milano, Sondrio, Como, Lecco, Parma, addirittura la Spagna e Avignone. Tutti, i piccoli e gli adulti, sono chiamati a partecipare allo spettacolo cantando. Alle scolaresche, le canzoni le insegnano i maestri, appositamente formati da AsLiCo. Chi va agli spettacoli serali, può impararle scaricando i kit d’apprendimento sui siti dei teatri che ospitano l’opera. “Stavolta lo scrittore di noir, ex magistrato, racconta una fiaba”, esordisce De Cataldo presentando il “Piccolo Orso”. “Ma non è la prima volta. Con Sollima ho già lavorato su ‘Acquaprofonda’, opera che quattro anni fa ha vinto il premio Abbiati della critica musicale italiana. Adesso ci occupiamo di riscaldamento globale. Un testo nato dal confronto serrato con gli scienziati che ci hanno spiegato di quali mali soffra oggi la montagna, e noi con lei. Patisce pure le false credenze, tipo quella secondo cui la montagna è un’entità a se stante, indipendente, e invece è legata all’umanità, sebbene noi non possiamo affatto imporle i nostri ritmi. Stando alla World Meteorological Organization, nel 2023 si è registrata la più alta perdita di massa glaciale degli ultimi cinquant'anni. Un fenomeno che compromette disponibilità e qualità dell'acqua, e porta a un aumento di frane, valanghe e inondazioni, mettendo a rischio comunità e interi ecosistemi. I ghiacciai non sono solo una risorsa naturale, ma anche testimoni della storia climatica della terra e luoghi di profondo significato culturale per molte popolazioni indigene: la loro scomparsa rappresenta un'emergenza ambientale e porta alla perdita irreversibile di un patrimonio naturale e culturale unico”.







