C’è l’uccellino rappresentato dal flauto, l’anatra dall’oboe, il gatto dal clarinetto e il lupo dai corni. Non manca il nonno associato al fagotto, mentre l’eroe della storia è addirittura descritto dall’intera famiglia degli archi. È una delle opere più famose e amate di Sergej Prokof’ev, Pierino e il lupo, favola sinfonica da lui composta nel 1936 che, con protagonista l’Orchestra del Teatro Regio diretta da Aram Khacheh, sarà accolta oggi e domani alle 16 al Piccolo Regio Puccini. Un inedito progetto di Controluce, curatrice di messinscena e regia, che ha realizzato un allestimento utilizzando il teatro d’ombre, per uno spettacolo che replicherà sabato 7 e domenica 8 febbraio.

Una sfida creativa su un grande classico

«Mettere mano a un tale capolavoro rappresenta una sfida perché è un grande classico senza tempo entrato nell’immaginario comune», spiega Cora De Maria che, assieme a Alberto Jona e Jenaro Meléndrez Chas, ha fondato a Torino nel 1994 Controluce Teatro d’Ombre. La compagnia è specializzata proprio in quel tipo di linguaggio che usa un’antica forma spettacolare – antenata del cinema – creata proiettando figure su di uno schermo illuminato da una luce, con l’intento di dare l’illusione di un’immagine in movimento. «È una sfida anche perché l’opera di Prokof’ev racconta qualcosa di molto preciso e non è semplice farlo con una tecnica che per sua natura è impalpabile. L’ombra ha il suo fascino, ma non ha gli strumenti che può avere, ad esempio, un film di animazione come la celeberrima versione Disney. Quindi bisogna trovare un buon equilibrio che mantenga la seduzione dell’ombra con la giusta narrazione».