Andare all’opera è un po’ come sognare a occhi aperti. Le luci si spengono, l’orchestra comincia a suonare e il teatro si trasforma in un luogo dove tutto può accadere: i personaggi parlano cantando, le emozioni diventano musica e anche la storia più semplice si riempie di meraviglia. Non è un caso, allora, che Opera Piccola Piccola concluda il suo percorso proprio con “La sonnambula” di Vincenzo Bellini, un titolo in cui sogno e realtà si intrecciano fino a confondersi.
Composta nel 1831 su libretto di Felice Romani, è una delle opere più amate del repertorio romantico italiano. Con “I puritani” e “Norma” è considerata uno dei tre capolavori del celebre operista catanese. Bellini compose La sonnambula in soli due mesi, mentre si trovava sul lago di Como a Moltrasio. L’opera debuttò al teatro Carcano di Milano il 6 marzo del 1831: quella sera le fu abbinato il balletto “Il furore di Amore” e, fin dalla prima rappresentazione, ebbe grande successo.
Come negli altri titoli del progetto, anche “La sonnambula” viene raccontata in due episodi complementari. Le puntate di tipo A, guidate da Florencia Di Stefano insieme alla narratrice Alessia Canducci, accompagnano bambine e bambini dentro la trama, tra racconto, dialogo e piccoli approfondimenti. Le puntate di tipo B si concentrano invece sulla musica: la pianista Anna Pedrazzini, affiancata dai cantanti, conduce l’ascolto della partitura di Bellini, mostrando come la voce e l’orchestra possano dare forma alle emozioni con leggerezza e precisione.







