Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

25 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:47

Solo una forte ondata di gelo è riuscita a fermare le proteste a Minneapolis, dopo che l’Ice ha ucciso un uomo di 37 anni. Si chiamava Alex Jeffrey Pretti ed era un infermiere di terapia intensiva presso il dipartimento governativo per i veterani. Cittadino statunitense senza precedenti. Le manifestazioni sono andate avanti per ore, poi la temperatura, scesa fino a -23 gradi, ha costretto la folla a disperdersi. Per gli agenti della Border Patrol, Pretti era un terrorista che voleva “massacrare” le forze dell’ordine, ma le immagini sembrano contraddire apertamente questa versione. Testimoni che hanno assistito all’omicidio e filmati raccontano un’altra verità rispetto a quella fornita dal dipartimento di sicurezza, secondo cui Pretti sarebbe stato armato al momento della colluttazione. Il New York Times scrive che l’uomo aveva in mano un cellulare, non una pistola. Il giornale ha analizzato i video che riprendono la sparatoria: “Non c’è traccia che abbia estratto l’arma, né che gli agenti sapessero che ne avesse una finché non è stato immobilizzato sul marciapiede“.

Le incognite sull’arma – Il Minnesota Star Tribune scrive che il tipo di arma che il Dipartimento per la Sicurezza Interna afferma che Pretti portasse con sé quando è stato ucciso è una Sig Sauer P320 calibro 9 mm, una “pistola popolare e frequentemente portata dalle forze armate e dalle forze dell’ordine statunitensi”. Sebbene Pretti avesse il porto d’armi, prosegue il giornale, non è ancora stato dimostrato che l’arma mostrata in un’immagine pubblicata sui social dal Dipartimento fosse effettivamente la sua. Il quotidiano di Minneapolis osserva inoltre: “Anche gli agenti federali, tra cui l’Immigration and Customs Enforcement (Ice), portano P320, così come molti agenti delle forze dell’ordine statali e locali”.