Trump, Cuba e Iran prossimi obiettivi dopo il Venezuela? L'avvertimento di Donald ai regimi: «Così colpiamo i dittatori»
Il blitz su Caracas è la conferma di una nuova forma di interventismo statunitense in linea con gli ideali dell’«America First». Avviso alla Colombia: «Petro si guardi le spalle»
domenica 4 gennaio 2026 di Angelo Paura, da New York
C’è un avvertimento molto chiaro nelle parole di Donald Trump che va oltre il cambio di regime in Venezuela. «Questo è quello che gli Stati Uniti fanno ai dittatori», ha detto il presidente ieri parlando da Mar-a-Lago dopo l’operazione che ha portato all’arresto di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores.
Un messaggio diretto agli altri dittatori, dall’Iran a Cuba, che il presidente americano ha avvertito: «La situazione a Cuba è molto simile al Venezuela, vogliamo aiutare il popolo cubano». Ma in questa strategia si nasconde una nuova forma di interventismo di Washington in linea con gli ideali di America First del movimento Maga e con la Dottrina Monroe, più volte citata da Trump nei mesi in cui ha preparato l’attacco di venerdì notte: Trump torna a interessarsi della «backyard» degli Stati Uniti, dando sempre più importanza all'emisfero occidentale (che ha citato diverse volte nel suo discorso), ritirandosi dalle altre regioni del mondo e di fatto riscrivendo l’ordine mondiale nato alla fine della Seconda guerra mondiale. L’interesse degli Stati Uniti Maga si riflette all’esterno solo nelle aree più vicine che possono creare problemi all’interno del Paese: Trump ha detto che parte della sua decisione è arrivata per fermare il traffico di droga (Maduro sarà processato a New York per narcotraffico) e per «avere dei Paesi stabili vicini». «Non giocate con questo presidente», ha aggiunto dopo poco il segretario di Stato, Marco Rubio, che è poi il principale ideologo del regime change in Venezuela, ispirato dai falchi neocon del partito repubblicano degli ultimi venticinque anni. Trump ha fatto riferimento ancora una volta alla Dottrina Monroe, scritta dal presidente James Monroe nel 1823: esclude la presenza di potenze esterne nelle Americhe. «Ci eravamo dimenticati di questa dottrina. Ma adesso la dominanza degli Stati Uniti nell'emisfero ovest non sarà più messa in dubbio. Le altre amministrazioni lo hanno fatto ma non sarà più così».















