“Cent’anni di solitudine esce tra un mese e mezzo. Saranno diecimila copie che spero finalmente mi tirino fuori dalla cerchia dei miei amici”, scrive un impaziente Gabo. Che anteprima su Robinson in edicola da domenica 25 gennaio con Repubblica: “Ah Sudamerica” è il titolo della copertina che anticipa la corrispondenza tra quattro grandi della letteratura: Gabriel García Márquez, Julio Cortázar, Mario Vargas Llosa e Carlos Fuentes. Il Boom latinoamericano esce il 27 gennaio per Oscar Mondadori (la traduzione è di Bruno Arpaia) e raccoglie vent’anni di lettere, 1955-1975, che svelano aspetti inediti degli scrittori amatissimi in tutto il mondo.

Ad aprire il numero è Alberto Manguel che racconta di quando, a metà del Novecento, esplose il fenomeno letterario che impropriamente qualcuno tentò di etichettare sotto «nomenclature improbabili», come realismo magico. Ma grazie a quell’exploit i capolavori del Sud America sono arrivati fino a noi segnando un prima e un dopo. Su Robinson pubblichiamo alcuni estratti delle lettere. Così scopriamo che Gabo era sì appassionato della rivoluzione cubana, ma non voleva farsi mettere il cappello:«Non devono dimenticare che siamo scrittori indipendenti». Che Vargas Llosa, in fuga dal Perù, aveva previsto il futuro già a partire da Nixon: «Qui tutto andrà peggio». Che Cortázar non aveva amato Blow-up di Antonioni, tratto da un suo racconto. E soprattutto scopriamo una grandissima amicizia e un sogno comune: «scrivere fino a perdere il respiro». Infine c’è il nostro bookclub che ha scelto di cominciare il 2026 con il controromanzo capolavoro di Cortázar: Rayuela.