VENEZIA - Le "ossa" se le erano già fatte con l'attivazione del numero unico 116.117 che sta progressivamente arrivando in tutta la regione, cioè il numero che risponde ai bisogni relativi alla salute dei cittadini "non urgenti", alla guardia medica e alle richieste di tipo informativo e sociosanitario. E adesso l'Ulss 3 Serenissima, l'azienda sanitaria veneziana, sta lavorando su mandato diretto della Regione Veneto per attivare quel 112 che (da anni) deve diventare il "Numero unico di Emergenza" in tutta Europa, praticamente un imbuto dove confluiranno il 113, il 115, il 118 e l'attuale 112 dei carabinieri.
Un progetto per il quale sono stati stanziati 5 milioni di euro e che l'Ulss 3, dopo uno studio di prefattibilità, ha ora affidato alla società cooperativa Mate di Bologna per far nascere le due nuove centrali operative che in futuro, da Mestre e da Verona, risponderanno a tutte le chiamate provenienti dal Veneto per poi smistarle polizia, carabinieri, vigili del fuoco e soccorso sanitario.
I tempi per completare l'operazione non saranno dunque rapidi, ma neppure lunghissimi (fra i due e i tre anni, dovendo tirar su anche un edificio), costruendo dal niente anche una nuova squadra di almeno 130 operatori "laici" che risponderanno alle chiamate. Il personale impiegato nelle due "Cur" sarà infatti di tipo amministrativo e non sanitario né appartenente alle forze dell'ordine, anche se la partita ancora da giocare è quella dei relativi costi, visto che la copertura spetterà al bilancio regionale oppure ministeriali ("risorse esterne al perimetro sanitario", viene esplicitamente precisato nel documento regionale), prevedendo una spesa annuale che si aggira sui 6 milioni di euro.






