D avanti al Cristo pendente dalla croce, sbiancato dall’agonia e dalla morte, ciascuno può sentir vibrare la propria umanità, un senso di bellezza che riscatta il dolore. E ciascuno può sentirsi “salvato” dalla solitudine e dall’esclusione. È l’esperienza che i visitatori hanno potuto vivere davanti alla Crocifissione bianca di Marc Chagall, dipinta dal pittore russo di origine ebraica nel 1938, dopo i tragici eventi della Notte dei Cristalli. Un quadro amato molto anche da papa Francesco. Proprio l’esposizione della grande opera è stato uno degli eventi-clou dell’anno del Giubileo nella Capitale, presso il Museo del Corso – Polo museale, a Palazzo Cipolla. Il quadro, proveniente dall’Art Institute of Chicago, è giunta qui per la prima volta grazie alla collaborazione tra il Dicastero per l’Evangelizzazione, il Pro-Prefetto monsignor Salvatore Fisichella e Fondazione Roma. La possibilità di ammirare bellezza e storia, di sentirsene parte concreta, deve essere offerta a tutti, a chi ha difficoltà a camminare, a vedere, a comprendere, a chi non ha risorse economiche, a chi si sente ai margini: è questa la mission possible – come sottolineano dalla Fondazione Roma - che si è assunto il nuovo Polo museale e che appare sulla già affollata ribalta culturale nel cuore della Capitale. Il centro del progetto espositivo è realizzare un’operazione culturale, strettamente connessa, però, ad un servizio di utilità sociale. La Fondazione, si sottolinea, persegue l’obiettivo di trasformare la cultura in un progetto sociale concreto. A cominciare dalle visite guidate alle mostre per persone con disabilità fisica e percorsi terapeutici per persone colpite da malattie neurodegenerative.
La storia e la bellezza dell’arte non sono più lusso per pochi | Libero Quotidiano.it
D avanti al Cristo pendente dalla croce, sbiancato dall’agonia e dalla morte, ciascuno può sentir vibrare la propria umanità, un sen...








