Caro direttore, grande è la confusione sotto il cielo, ma vediamo di affrontare con ordine alcune questioni fondamentali. A fronte della imprevedibilità di Trump, l’Europa costituisce una questione fondamentale: i punti deboli dell’Europa sono numerosi però sarebbe sbagliato, come si suol dire, buttare oltre all’acqua sporca anche il bambino. Partiamo dalle vicende più recenti, quelle che hanno provocato un autentico sconquasso politico. Ebbene, alla fine, paradossalmente, le spinte all’inizio contrapposte tra Trump e l’Ue hanno portato ad un esito positivo. Prima della sortita “folle” di Trump a proposito della acquisizione agli Usa di un nuovo Stato, nessuno aveva parlato del lavorio in atto da parte russa in tutta l’area dell’Artico che presenta per molti versi importantissimi aspetti strategici. Ebbene, il risultato delle spinte all’inizio contrapposte fra l’iniziativa di Trump e la “resistenza” dell’Europa, ha avuto la conseguenza positiva della mediazione della Nato. Il risultato è che la Groenlandia mantiene la sua collocazione tradizionale della Danimarca ma essa è aperta ad una forte presenza degli Usa.

Quindi una vicenda partita nel modo peggiore si è conclusa con un consolidamento della Nato, anche se evidentemente esistono strascichi politici che richiederanno approfondimenti. Adesso lo sfogo di Zelensky ha aperto un altro fronte, questo si molto delicato, anche perché in questo caso sul campo c’è anche la Russia di Putin. Zelensky ha aperto una polemica molto forte proprio nei confronti di quell’Europa che comunque, gli ha fatto da sponda non solo nei confronti dell’aggressione russa ma anche rispetto alle giravolte di Trump. In effetti, la polemica di Zelensky deriva da due questioni di fondo: in primo luogo l’eroica resistenza ucraina è stata decisiva anche per l’Europa perché qualora a Putin fosse riuscito il blitz egli non si sarebbe fermato anche nei confronti di altre nazioni del Nord Europa. In secondo luogo il dibattito apertosi a proposito della presenza o meno delle loro truppe a pace realizzata deve avere molto irritato Zelensky perché si è trattato di una fuga in avanti in una situazione nella quale allo Stato Putin non ha manifestato alcuna intenzione di fare tregue o pace di alcun tipo. Vedremo come andranno gli incontri a tre (Usa, Ucraina, Russia) in corso. Alla fine la posizione in Europa più adeguata e realista è quella su cui si sono attestati di comune intesa la Germania di Merz e l’Italia della Meloni, che hanno puntato nel contempo a consolidare la presenza politica dell’Europa e a ricercare una intesa con Trump su posizioni ragionevoli per tutto l’Occidente. Però perché l’Europa possa andare avanti sono indispensabili tre decisioni: gli Eurobond, il superamento dell’unanimismo, la costruzione dell’esercito europeo.