VENETO - Riparte il pressing della Lega per il ripristino delle Province, intese come enti eletti direttamente dai cittadini. La spinta arriva dal Nordest, dopo il via libera in tal senso alla riforma dello Statuto speciale per il Friuli Venezia Giulia: un’opportunità che chiede anche il Veneto, malgrado la sua ordinarietà costituzionale. «Credo che questa sia una strada assolutamente da percorrere», ha dichiarato il governatore Alberto Stefani. «Magari», ha commentato il ministro Roberto Calderoli, dicendosi pronto a riprendere il percorso legislativo che un anno e mezzo fa si era arenato nelle frizioni con Fratelli d’Italia. «È un evidente tema democratico», ha concordato il presidente Luca Zaia.
Il numero uno del Consiglio regionale ha affrontato l’argomento ieri mattina, complimentandosi con l’ex omologo Massimiliano Fedriga pe il risultato ottenuto in Friuli Venezia Giulia, «un passaggio di grande rilevanza istituzionale che restituisce centralità ai territori e ai cittadini». Detto questo, Zaia ha posto una questione di geografia istituzionale: «Stiamo diventando sempre più un Paese “arlecchino”, a più velocità, dove giustamente le Regioni a Statuto speciale possono incidere in modo più forte sulla governance del proprio territorio, mentre le Regioni a Statuto ordinario rischiano di restare indietro. Qualcuno deve spiegare perché una Regione come il Veneto non possa avere Province elettive».







