MILANO – Ha esordito a 32 anni in serie A, dopo una vita passata nelle serie minori. Ha girato tante squadre, era partito dalle giovanili del Milan, lui milanese doc. E proprio a San Siro Stefano Moreo ha vissuto la sua Epifania, con la doppietta che ha portato avanti il Pisa contro l’Inter.

Un sogno a occhi aperti per un ragazzo che ha iniziato dal basso e ha vissuto una lunga gavetta prima di essere protagonista sul palcoscenico più bello. È stato bocciato dal Milan, è ripartito dai dilettanti con una costante: i gol, quelli li ha sempre fatti. Andiamo con ordine.

Bocciato dal Milan, ripartito dai dilettanti

Moreo inizia nel settore giovanile del Milan ma, arrivato agli Allievi, viene scartato: “Sceglievano giocatori già strutturati, con un fisico più imponente – ha raccontato – Io sono cresciuto tardi, ero piccolino. Quell’anno non ero neanche andato così bene. Così ho iniziato a giocare nei campionati regionali. Non mi pento delle scelte che ho fatto”. Chiusa l’esperienza in rossonero, nel 2012 Stefano ricomincia dall’Insubria, diventata poi Caronnese, piccolo club lombardo di serie D: prima con la juniores, poi in prima squadra. Segna 11 gol in 38 partite, viene chiamato l’anno seguente dall’Entella, in serie C, con cui si guadagna sul campo (6 reti in 22 gare, primo posto nel girone A) la promozione in serie B. "La mia fortuna è stata non andare in Primavera, lì rischi di bruciarti subito. La serie D ti prepara a un certo tipo di impatto per gli step successivi, ti fai le ossa confrontandoti con avversari difficili e con esperienza".