Modric è pronto per la sua avventura in serie A e per realizzare quel suo piccolo sogno di vestire la maglia del Milan. La chiusura di un cerchio iniziato nella primavera del 1997 in un piccolo paesino nella provincia bergamasca. Sì, perché la prima volta in Italia del croato non è stata né per una partita di Champions League né con la sua Nazionale, ma in un oratorio ad Alzano Lombardo, comune della provincia bergamasca a circa 60 km da Milano.
«Mio papà, Natale Bucci, era il vicepresidente dell’Immacolata, la società amatoriale dell’oratorio. Aveva origini croate. Abbiamo ancora dei parenti nella zona di Zara. In quel periodo la Croazia era devastata dalla guerra», ricorda il figlio Antonio Bucci. Natale vuole donare un momento di pace ai bambini di quelle terre: «Ogni anno invitava al Torneo Internazionale di Alzano una squadra giovanile dello Zadar o del Rijeka, ospitandole e pagando ogni spesa». In quegli anni il piccolo Luka Modric lavora come pastore con il papà nelle montagne croate. Giocare a calcio gli è quasi impossibile. La guerra cambia tutto, compreso il suo futuro. Nel 1997 la famiglia viene richiamata in città e Luka entra a far parte dello Zadar: «Pochi mesi dopo mio padre chiama proprio la sua squadra per il torneo». Inizia la favola di Luka Modric.






