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31 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:17

“Era il dicembre del 1991, avevo sei anni. Una sera il nonno non tornò a casa. Andarono a cercarlo. Gli avevano sparato in un prato ai margini della strada. Aveva sessantasei anni. Non aveva fatto nulla di male a nessuno”. A parlare è Luka Modric, talento oggi in forza al Milan. Modric in carriera ha vinto tutto durante la sua esperienza al Real Madrid (compreso un pallone d’oro) e a 40 anni continua a far la differenza con la maglia rossonera. Non solo l’allenamento, ma anche la famiglia, l’umiltà, il vivere quotidianamente come una “persona normale“. Così il croato continua a rimanere a livelli alti.

Valori e qualità acquisite nel tempo, dopo un’infanzia difficile in Croazia, raccontata nel corso di una lunga intervista al Corriere della Sera. “Da piccolo non sono andato all’asilo, piangevo sempre, così mi hanno portato nella “casa alta” di mio nonno, in Dalmazia. Era la casa dei cantonieri: il nonno aveva la manutenzione della strada“, ha spiegato Modric cominciando un lungo racconto. E quando parla del nonno Luka lo fa con orgoglio: “Porto il suo nome. Mi ha insegnato a spalare la neve, ad accatastare il fieno, a portare il gregge al pascolo. Sono cresciuto con gli animali, mi divertivo a tirare la coda alle caprette, credo di aver imparato a giocare a calcio lì, fra le pecore e le pietre”.