Emiliano Moretti, da ragazzo, lasciò il calcio per fare il tipografo, per poi tornare e collezionare 601 presenze tra i professionisti e diventare l’esordiente più anziano in Nazionale, a 33 anni e mezzo. Oggi ne ha 44 ed è collaboratore dell’area tecnica nel Torino. Un lungo viaggio il suo, tante le difficoltà, soprattutto a livello interiore: «Nel 2000, dopo il torneo di Viareggio con la Fiorentina, rimedio una distorsione alla caviglia, infortunio che comunque non ha inciso rispetto al problema principale. Mi curavo e non mi allenavo: è iniziato un periodo di grande difficoltà, faticavo ad abituarmi a una vita diversa, senza le mie certezze – ha raccontato nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport –. In due, tre mesi il disagio è aumentato sempre di più. Non ne parlavo con nessuno, non chiedevo aiuto».
Moretti (Torino): «Una crisi da ragazzo mi spinse a lasciare il calcio per fare il tipografo, poi Baresi chiese di me»
L'ex difensore, oltre 600 partite da professionista e ora collaboratore dell'area tecnica del Torino, ha raccontato il suo viaggio a La Gazzetta dello Sport: «Avevo deciso di smettere, poi la telefonata che ha cambiato tutto»








