Una nuova polemica si allunga a far ombra alla 'relazione speciale' fra Usa e Regno Unito dopo la ricucitura (tutta da verificare) sul dossier Groenlandia.

A provocarla è stato ancora una volta il presidente Donald Trump, il quale - a margine della visita al Forum di Davos - ha preso di mira il contributo dato dagli alleati - Gran Bretagna in testa - all'invasione dell'Afghanistan seguita all'attacco dell'11 settembre 2001, sostenendo che i contingenti degli altri Paesi della Nato si sarebbero tenuti "un pochino a distanza dal fronte" di guerra vero e proprio.

Parole commentate stamattina come "sgradevoli" in un'intervista televisiva da un esponente del governo di Keir Starmer, il viceministro Stephen Kinnock; e denunciate come "un insulto assoluto", dalla sua compagna di partito Emily Thornberry, presidente laburista della commissione Esteri alla Camera dei Comuni.

Offeso anche il deputato dell'opposizione conservatrice Ben Obese-Jecty, un veterano delle forze armate che ha servito in Afghanistan, secondo il quale "è triste vedere il sacrificio della nostra nazione e dei nostri partner della Nato deprezzato con tanto cattivo gusto". "Come osa Trump", parlare in questo modo?, è insorto a sua volta Ed Davey, leader anti-trumpiano dei centristi del Partito liberaldemocratico.