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23 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:56
Nel sud-est della Turchia, a Nusaybin, questa settimana ci sono stati scontri tra la polizia e centinaia di curdi che avrebbero voluto superare il confine con la Siria per andare a combattere con i compagni a Qamislo, nel Rojava, sotto attacco dell’esercito nazionale siriano composto anche da milizie jihadiste.
La Turchia è di fatto il mandante principale dell’offensiva in corso da parte delle truppe del presidente siriano Ahmed al-Sharaa per distruggere l’autonomia de facto del Rojava curdo. Perchè Ankara (che peraltro già occupa il nord ovest siriano) non puó tollerare che di fronte al proprio confine, peraltro nella zona a maggioranza curda, ci sia una entità curda democratica che si è ispirata alla visione di Abdullah Ocalan, il fondatore del Pkk. L’Amministrazione Autonoma del Nord ed Est Siria ( DAANES o Rojava) da dieci anni sta portando avanti un esperimento di gestione democratica radicale mai sperimentata in Medio Oriente ed è protetta dalle Syrian Democratic Forces a guida curda. Che la Turchia vuole che confluiscano nell’esercito siriano dell’ex jihadista al -Jolani, oggi presidente ad interim siriano Ahmed al-Sharaa.















