Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
19 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 14:44
Ankara continua ad aumentare le minacce contro le Forze Democratiche Siriane (Sdf) la coalizione di milizie arabe-curde a guida curda, operative nell’area nord e centro orientale della Siria, che nel 2015 divennero note per la battaglia di Kobane in cui sconfissero l’Isis e per essere state la fanteria della coalizione occidentale nella guerra contro gli uomini del califfo nero al-Baghdadi. Coalizione a cui formalmente partecipava la Turchia che, però, anziché bombardare i tagliagole jihadisti, prendeva di mira le milizie curde Ypg e Jpg. Nonostante le dichiarazioni turche contro lo Stato Islamico, allora e oggi, l’autocrate Recep Tayyip Erdogan non tollera che l’Sdf rimanga autonoma. Soprattutto mentre sembra che l’Isis stia risorgendo, non solo in seguito all’attentato di questa settimana nel deserto vicino a Palmira in cui sono stati uccisi 2 soldati e il loro interprete americani, da un ex membro dell’Isis confluito nell’esercito siriano (sotto la guida del presidente ad interim Ahmad al Sharaa), Il Sultano vuole infatti a ogni costo che l’Sdf confluisca nell’esercito siriano e aderisca alla politica della Siria post Assad.






