A questo punto si può dire che la tragedia sia degenerata totalmente in farsa. Uno spettacolo grottesco che, però, si consuma sulla pelle di tre bambini e di due genitori devastati da quasi 100 giorni di separazione. I tre figli della cosiddetta famiglia nel bosco sono stati allontanati da casa alla fine di novembre e sono ancora ospitati in una struttura protetta a Vasto. Il loro Comune di provenienza, Palmoli, ha speso finora quasi 15.000 euro per garantire la loro permanenza nella residenza sotto la sorveglianza degli assistenti sociali e della curatrice. Per evitare che a Palmoli vadano in rovina, la Regione Abruzzo ha stanziato fondi per 30.000 euro e già così il quadro è decisamente assurdo.
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Come promesso alla fine dello scorso anno, il presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha presentato una nuova versione del disegno di legge sullo stupro. Erano stati fatti alcuni rilievi sulla formula precedente che prevedeva il principio del «consenso libero e attuale». Concetto definito troppo vago e, per questo, soggetto a troppe interpretazioni. Nella nuova versione, si inverte il paradigma e si parla di «dissenso». Nel nuovo testo si legge: «L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso». Una cornice che fornisce meno spazio a interpretazioni dei giudici.






