Sette manifesti e un contributo audiovisivo raccontano al Museo del Novecento di Milano l'evoluzione del linguaggio di Armando Testa, capace di tradurre gesto, velocità e movimento in immagini di straordinaria efficacia comunicativa.
In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, apre 'Urrà la neve! Armando Testa e lo sport', la mostra dedicata alla produzione grafica sul tema sportivo del maestro indiscusso della comunicazione visiva italiana.
Il progetto, in collaborazione con Testa per Testa e a cura di Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, propone una selezione di opere che attraversano oltre trent'anni di attività dell'artista.
Dai primi manifesti degli anni Cinquanta, come Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954), in cui velocità e sintesi cromatica restituiscono il mito moderno del movimento, fino ai manifesti per i Giochi della XVII Olimpiade (1959), lo sport si afferma come simbolo di progresso e di partecipazione collettiva. Negli anni Sessanta e Settanta, opere come Cervinia, il Grand Prix della Pubblicità (1974/1990) e l'8° Concorso Ippico Internazionale (1968) testimoniano una progressiva riduzione formale e una centralità sempre più assoluta dell'immagine, capace di fondere corpo, paesaggio e simbolo in una sintesi di grande forza visiva.








