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Tra horror e ricostruzione storica, il film utilizza la figura dei vampiri per riflettere sull’appropriazione culturale, sulla memoria e sulle forme di resistenza

La 98ª edizione degli Academy Awards segna un traguardo senza precedenti per Sinners, il film sui vampiri intriso di blues diretto da Ryan Coogler. Con 15 candidature, il film supera il precedente record di 14 nomination detenuto da Titanic, La La Land ed Eva contro Eva. Tra le nomination principali, spiccano quelle per il Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale, mentre Michael B. Jordan riceve la sua prima candidatura come Miglior Attore.

Quando Sinners è stato annunciato, molti dubitavano del suo successo. Budget elevato, storia originale scritta in soli due mesi e un cast prevalentemente composto da minoranze, a parte Jordan, senza grandi nomi. Aggiungiamo il fatto che è un film sui vampiri che mescola generi diversi e viene girato in IMAX 70mm, solitamente riservato ai kolossal, e le ipotesi del flop erano più che possibili. Invece, il film ha sorpreso tutti, vincendo ai Golden Globes e incassando 368 milioni di dollari contro un budget di 90.