Professori, giuristi, imprenditori e ben 26 i magistrati. È questo l’insieme del comitato nazionale nazionale “Sì Riforma” che ieri è stato presentato al Senato, nella Sala Nassirya. A presiederlo è Nicolò Zanon, già vicepresidente della Corte costituzionale ed ex componente del Csm, che ieri ne ha illustrato i contorni, insieme a Isabella Bertolini, segretario generale, avvocato e consigliere del Csm e ad Alessandro Sallusti, ex direttore di Libero e Giornale. «Siamo un gruppo di accademici, avvocati e magistrati», ha spiegato Zanon secondo il quale la presenza di toghe «smentisce la visione monolitica di una magistratura che si oppone alla riforma».

Perché questa, ha spiegato, «non è la riforma del governo contro l’opposizione, né della maggioranza contro la minoranza. È una riforma che allineerebbe la nostra democrazia alle grandi democrazie liberali». Il 17 febbraio faranno un primo evento a Milano, a cui seguiranno iniziative piccole in giro per l’Italia, perché «è necessario spiegare alla gente di cosa stiamo parlando», soprattutto visto il «dibattito pubblico molto fuorviante». L’obiettivo è allargare la discussione il più possibile, perché “questo referendum non è solo dei professori o dei magistrati, ma di tutti i cittadini”, ha spiegato Zanon. Si è parlato del professore Alessandro Barbero, uno dei volti più noti della campagna per il No. «Se si occupa di storia, chapeau, ma quando parla di diritto», ha detto Zanon, «mi permetto di dire che certe sue affermazioni sono sbagliate. Gli ho spiegato che nella riforma c’è scritto il contrario di quanto lui afferma».