Una grande vittoria personale del segretario generale Mark Rutte.

Alla Nato si respira grande soddisfazione per come l'ex premier olandese sia riuscito a disinnescare Donald Trump, dopo una settimana da incubo per l'Alleanza.

Che cosa però abbiano concordato esattamente Rutte e Trump a Davos non si sa con certezza. "Avremo tutte le basi che ci servono", ha esultato il presidente Usa. Ma in realtà il patto sulla difesa con la Danimarca datato 1951 già dava agli Stati Uniti un accesso più o meno sconfinato alla Groenlandia.

Il passo avanti potrebbe essere il modello Cipro. Ovvero sovranità americana sul territorio in cui sorgono le basi. L'ipotesi, però, viene descritta al momento in ambienti Nato come "ingigantita". La stessa premier danese, Mette Frederiksen, arrivando al vertice Ue straordinario, ha ribadito che "la sovranità" resta "una linea rossa". "Un anno fa - ha aggiunto - abbiamo detto che possiamo ridiscutere il nostro accordo sulla difesa con gli Stati Uniti ma il nostro status di Paese sovrano non può essere oggetto di discussione né può essere modificato".

Dunque cosa è cambiato a Davos? Rutte ha informato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa sul suo incontro con Trump (oltre che Frederiksen, ovviamente) e quel che emerge è un approccio a doppio binario: da un lato i negoziati bilaterali Usa-Danimarca-Groenlandia e dall'altro la collettivizzazione della sicurezza nell'Artico, attraverso la Nato.