Bologna, 22 gen. (askanews) – Si allenta la tendenza negativa per le imprese artigiane della manifattura in Emilia-Romagna. Nel terzo trimestre 2025 la produzione è diminuita dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: è la flessione più contenuta dall’inverno 2023, dall’avvio della recessione tuttora in corso. E’ quanto emerge dalla congiuntura di Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.
Il fatturato segna -0,4% (dopo il -2,2% del trimestre precedente), mentre gli ordini sono rimasti sostanzialmente stabili a -0,2%. Più debole il fatturato estero, in calo dell’1,2%. Il portafoglio ordini assicura un periodo di produzione di 7,6 settimane, in aumento rispetto al 2024, con un grado di utilizzo degli impianti al 70%.
Prosegue invece l’emorragia di imprese: a fine settembre le attive nella manifattura erano 24.087, con una perdita di 683 unità (-2,8%) rispetto all’anno precedente. A pesare soprattutto il settore moda (-196 imprese, -5%), seguito da metallurgia e lavorazioni metalliche (-149) e industria alimentare (-87). Le imprese artigiane hanno determinato quasi l’85% della diminuzione della base imprenditoriale industriale regionale.
Nelle costruzioni il volume d’affari segna un lieve incremento (+0,4%), ma continua la riduzione delle imprese attive: -885 unità, scese a 48.638. Crescono solo le società di capitale (+6,4%), mentre crollano le ditte individuali (-1.021).






