"Chi lasceresti a casa? Chi non ha figli? Chi è stato assunto da meno tempo?". Il quesito è stato distribuito intorno a Natale da un'azienda di componenti elettrici di Castelfranco Veneto (Treviso), la "Bluergo", ai propri dipendenti. L'azienda occupa una sessantina di dipendenti tra uomini e donne, che hanno contestato l'argomento, paragonandolo alla fiction coreana "Squid Game", dove le persone vengono messe una contro l'altra. Tra le possibili motivazioni per "lasciare a casa" i colleghi viene chiesto di scegliere tra i volontari, le persone in part-time, le persone senza carichi di famiglia, i dipendenti più giovani, o altro. Ai dipendenti viene chiesto di rispondere indicando nome e cognome. Solo una decina di questionari sarebbero stati compilati e restituiti all'azienda.
La dirigenza della Bluergo ha definito l'iniziativa come uno strumento di ascolto: "È solo un'indagine interna per testare il clima aziendale. Il mercato è in crisi e il nostro obiettivo è quello di scongiurare i licenziamenti", ha dichiarato il titolare, Bruno Scapin. Ma i dipendenti chiedono chiarezza sulle reali intenzioni dell'azienda e sulle prospettive occupazionali. Sulla vicenda è intervenuta la Fiom Cgil di Treviso, che ha espresso "la propria indignazione e il profondo sconcerto". "Questa pratica - afferma il sindacato in una nota -, che trasforma un momento di crisi e già drammatico in un gioco crudele, è un attacco alla dignità dei lavoratori e una manipolazione inaccettabile della solidarietà che dovrebbe regnare tra colleghi".







