CASTELFRANCO - «Una domanda surreale e inaccettabile, che umilia i lavoratori». È durissima la presa di posizione dei sindacati, di fronte al questionario che chiedeva ai dipendenti di indicare con quali criteri scegliere chi dovrà essere “lasciato a casa”. Un caso scoppiato alla Bluergo di Castelfranco, azienda che produce componenti elettrici per motori, generatori e trasformatori. A infiammare la situazione è anche il fatto che il questionario, distribuito prima di Natale ai circa sessanta dipendenti, non fosse anonimo.
Nella domanda più contestata si chiedeva di indicare il criterio da adottare per un’eventuale riduzione di personale, con opzioni che spaziavano dalle dimissioni volontarie, passando per part-time, persone senza carichi di famiglia, lavoratori più giovani o altre proposte avanzate dagli stessi dipendenti. Una modalità che ha provocato forte disagio in fabbrica, tanto che molti questionari sono stati restituiti in bianco.
La Fiom Cgil di Treviso parla senza mezzi termini di «una pratica che umilia e divide». «Non è una consultazione democratica ma una mossa scellerata che scarica sui lavoratori il peso dei licenziamenti – denuncia il segretario generale Manuel Moretto –. Chiedere di firmare le risposte amplifica la pressione psicologica e trasforma l’azienda in un campo di battaglia. È un tentativo di disgregare il tessuto sociale. In un momento di difficoltà l’unità dovrebbe essere la risposta, non la divisione». Sulla stessa linea la Fim Cisl Belluno Treviso. «Il questionario è stato devastante – afferma Massimo Civiero – perché ha messo i lavoratori gli uni contro gli altri per decisioni che spettano all’azienda. Erano domande indecenti e fuori da ogni logica».






