Il principe Harry, sull'orlo delle lacrime, ha lanciato un nuovo duro attacco nella sua crociata contro i tabloid scandalistici del Regno Unito, in difesa della consorte Meghan e nel ricordo della madre Diana.

"Continuano a perseguitarmi e hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto", ha dichiarato il secondogenito di re Carlo al termine della sua deposizione all'Alta Corte di Londra nella battaglia legale avviata assieme ad altri vip - come Elton John, Sadie Frost o Liz Hurley - nei confronti del gruppo editoriale del Daily Mail (Associated Newspapers Limited) per le presunte gravi intercettazioni illegali subite per anni anche tramite il ricorso a investigatori privati e microspie.

Nel suo j'accuse contro i tabloid - alcuni dei quali come quelli del gruppo Sun e del Mirror già usciti sconfitti in passato dalle cause intentate dal duca di Sussex - ha parlato di sistematico "stalking" ai danni della moglie, di "feroci e persistenti attacchi" oltre "alle molestie e agli articoli invadenti, a volte razzisti".

Ma stavolta Harry ha presentato la sua lotta come una battaglia di civiltà in difesa del diritto alla privacy, con un impegno portato avanti nell'"interesse pubblico", quindi anche per conto delle "migliaia di persone" vittime dell"'avidità" mostrata dai giornali nel reperire informazioni con ogni mezzo. Per poi sottolineare come sia "disgustoso" pensare che una qualunque figura pubblica non abbia diritto a una sua vita privata per le intrusioni dei tabloid.